mercoledì 30 dicembre 2020

Quando nel 2018 ho scritto il libro "Il Cibo racconta Napoli - L'alimentazione dei napoletani attraverso i secoli", nel primo capitolo, parlando di come si mangiava dalle nostre parti al tempo dei Romani e quindi a Pompei, ha fatto riferimento al cibo di strada che era molto diffuso tra la gente povera che in casa non aveva la cucina e ho descritto il Thermopolium di Vitutius Placidus che avevo visitato e che mi sembrava bellissimo. Ora dalla Regio V stanno venendo fuori cose meravigliose. Mi sono emozionata e sono rimasta senza fiato vedendo il Thermopolium con il banco di mescita a forma di Z con i contenitori dei cibi da analizzare e scoprire i piatti del giorno di quel momento. E quegli affreschi in perfetto stato di conservazione con il gallo, le anatre, il cane: da restare senza parola! E dire che fino a due anni fa camminando tra gli scavi si ci fermava al limite della Regio V, dove un muro di lapilli solidificati nascondeva la parte non scavata, quella da cui ogni giorno viene fuori qualche incredibile novità.















 

martedì 15 dicembre 2020

Il mio articolo su www.albatrosmagazine.net di dicembre '20 e gennaio '21