martedì 19 novembre 2019

venerdì 25 ottobre 2019


il mio libro più recente, ed Kairòs 2019






La storia affascinante di un uomo, di un ideale di libertà e insieme la storia di quel tormentato periodo in cui dittature e guerre sconvolsero il mondo. Il suo motto: – La peggiore delle democrazie è preferibile alla migliore delle dittature  –                                                                                                  La vita avventurosa di Biagio Carbonaro, padre dell’autrice, che per circa dieci anni, dal 1935 al 1945 ha affrontato pericoli indicibili lottando per la causa dell’antifascismo per poi farsi discretamente da parte. Un’avvincente narrazione di quelle vicende ricostruite attraverso i ricordi dei suoi racconti, pochi, data la sua estrema riservatezza, e i numerosi documenti reperiti negli Archivi di Roma, Salamanca, Washington.                                                                                                                            In Spagna, in difesa della Repubblica nelle Brigate Internazionali, viene ferito a Huesca, ma continua nella lotta fino all’amara conclusione della Guerra Civile. Schedato come “sovversivo”, da apolide rientra segretamente a Tunisi dove è nato. Per la sua esperienza di combattente e provata fede antifascista, nel ‘43 viene reclutato dagli americani come agente segreto per la Campagna d’Italia. Paracadutato a Paestum il 9 settembre, contribuisce alla preparazione delle Quattro Giornate di Napoli. In organico nell’OSS compie sotto copertura numerose azioni oltre le linee tedesche. Nel 1945 il Comando USA gli rilascia le Certificazioni di riconoscenza e apprezzamento del suo valoroso operato, ritrovate tra le sue carte dopo la morte. Nella Napoli del dopoguerra l’ideale anarchico che lo ha ispirato nelle sue battaglie per la libertà e la giustizia lo fa sentire estraneo al contesto sociopolitico emergente. Parte per il Venezuela. Cittadino del mondo, nell’86 si trasferisce negli USA. Prima di morire lascia scritto che le sue ceneri vengano sparse al vento sulla foce del fiume Potomac: estremo anelito di assoluta libertà coerente con le sue scelte di gioventù.

sabato 6 gennaio 2018

è uscita l'dizione in inglese de "Il Cibo racconta Napoli". Titolo "Food tells the Story of Naples"

Kairós Edizioni
In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del
Comune di Napoli

Presenta

  Alla Casina Pompeiana, villa Comunale di Napoli
                                   Lunedì 4 dicembre 2017 ore 17,00

IL CIBO RACCONTA NAPOLI
L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi
di Yvonne Carbonaro
                                              Intervengono con l’autrice
l’Assessore alla Cultura al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele
il drammaturgo Manlio Santanelli
la gastronoma Rosi Padovani
Modera
 il giornalista Luciano Scateni
Intermezzi musicali
Luigi D'Arienzo (piano)
Associazione Armonia e I Fisarma’ con Pina Carini, Rosanna Sodano (voci), Giuseppe Maddaloni (fisarmonica e voce), Giancarlo O. Cafazzo (chitarra classica) Filidei Catalano (strumenti a corda)

E finiamo "a tarallucce e vino" Brindisi con spumante Ingannavento, tarallucci e roccocò di Antica Forneria

Il cibo racconta Napoli – L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi è un saggio che ripercorre le fasi della storia di Napoli e dei Napoletani attraverso le leggende, gli usi, i costumi e i gusti legati al cibo. Tra le cucine delle varie regioni italiane quella napoletana affonda le sue origini in radici antichissime come antichissima è la storia delle genti che hanno occupato questo luogo splendido, spesso e a lungo conteso. Si propone qui un compendio del percorso nei secoli dell’alimentazione a Napoli intesa come collegamento tra generazioni, così da ricostruire il filo di memorie e cultura che lega i vari momenti della civiltà del mangiare. Per la ricostruzione si è fatto riferimento sia ai manuali classici, sia ai testi letterari, incluse le canzoni napoletane e anche alle leggende tramandate nel tempo. Ne è nato quasi un romanzo storico in cui protagonista è la città e dove i personaggi - re, principesse, cuochi, gastronomi e poeti, insieme alla popolazione - narrano, direttamente o indirettamente, di fastosi banchetti o poveri cibi che ancora oggi ritroviamo sulle nostre tavole. Pulci definì con disprezzo “mangiafoglia” i napoletani, con altrettanto disprezzo, chiamati “mangiamaccheroni”, ma alla fine pietanze tipiche napoletane come la pasta e la pizza sono diventate patrimonio della gastronomia italiana e internazionale e, insieme a li “foglia”, fondamenti della “dieta mediterranea”. È dunque legittimo rapportarsi all’orgoglio di appartenenza ad una civiltà talmente profonda, articolata e raffinata da aver generato, insieme a tante grandi forme di arte, anche quella d’una cucina di alta qualità.

L’autrice Yvonne Carbonaro, già docente di italiano e storia, cultore della materia (Letteratura Italiana) Università Federico II. Collabora con la Consulta Regionale Femminile della Regione Campania come esperta culturale esterna. Traduttrice e scrittrice in spagnolo. Giornalista con interviste e recensioni d’arte, letteratura, teatro, per riviste cartacee e on-line e una rubrica fissa di viaggi su Albatros. Autrice di cataloghi di arte, testi teatrali, narrativa, poesia e di ricerca storica su Napoli tra cui: Le donne di Napoli - tascabili Newton; Le ville di Napoli - edizioni Newton Compton; Le giornate di Masaniello/Dramma teatrale con appendice storica - Evaluna, per Consigliera Pari Opportunità. Tavola Calda/L’autobiografia di Maria Algranati; Suggestioni di viaggio - Albatros. Raccolte di poesie, tra cui L’altra Capri. È inclusa in antologie poetiche. Ha realizzato numerosi spettacoli teatrali su tema storico o di attualità sia ad uso didattico che per adulti: Fiori calpestati; Subordinazione femminile e violenza ieri e oggi; Lacreme ‘e cundannate/Le canzoni di Bascetta e degli emigranti; Voci e suoni del ‘600, oltre a performances sul cibo in Basile e altri autori del ‘600




Edizioni 2017
Collana SERIE ORO - STORIA
Euro 18,00
ISBN 9788899114732
FORMATO 15x21
PAGINE 282
Disponibile in tutte le librerie e on line


Kairós Edizioni – Via Bisignano, 11/B - 80121 Napoli 081 290768

e-mail kairosedizioni@virgilio.it –web www.edizionikairos.it


é uscita su Amazon in ebook l'edizione in inglese de "Il Cibo racconta Napoli".                                       Titolo inglese "Food tells the Story of Naples" 

Food Tells the Story of Naples: Neapolitan Food Traditions Through the Centuries Kindle Edition




lunedì 14 aprile 2014



Teatro del MAV di ERCOLANO
Domenica 6 aprile ore 17,30

ASSOCIAZIONE ARMONIA
(info - caringius@libero.it)

in
VOCI E SUONI DEL ‘600

REGIA e ADATTAMENTO TESTI
Yvonne Carbonaro

       PROGRAMMA
(L’AMORE E LA DONNA)                             
Oi nenna nenna
Le 7 cotenelle (dal Pentamerone di GB Basile)                                            
Angelarè
Li ffigliole 
Sta bellezza che laude (GB Basile)“ Oi ricciulina”
dalla Vaiassaide (di Giulio Cesare Cortese)
Musica (dalla satira prima di S Rosa)
Star vicino al bell’idol (Salvator Rosa)
Mo' ca lo juorno arriverà (Filidei Catalano)
Danza danza fanciulla gentile (Francesco Durante)
Ammore (Capasso-Biondi)
Sto Core Mio (O Di Lasso)
‘No Police (B Donato)
Vecchie Letrose (AWillaert)
La Janara (A. Perrucci)
(LA STORIA, LA LEGGENDA, LA SPERANZA)
In galera li panettieri
Berardina (da “Le giornate di Masaniello” di Y Carbonaro)
A mugliera ‘e Masaniello (da F Russo su musica di Luigi D’Arienzo)
Auciello grifone (Anonimo)
Cient’anni arreto (da Velardiniello in stesura del’600)
Napoli Felice su Tarantella di Masaniello (L D’Arienzo)

                                                                          
                                                                                                                                                                                           

NOTE DI REGIA 

“Voci e suoni del ‘600” si presenta come un continuum spettacolare con cui ho cercato di ricostruire in forma onirico-poetica l’atmosfera di divertimento legata all’attività teatrale in lingua locale della Napoli del tempo, diffusa in piazze, feste, e nelle “conversazioni" barocche dei salotti che, come ai tempi di GB Basile e fino alla rivolta del 1647, miravano al trattenimento e al riso nell'intreccio e contaminazione delle forme musicali ed espressive colte con quelle popolari. Quella commistione, dunque, che fu propria di quel secolo di grandi contrasti e di sconvolgimenti epocali: eruzione, rivoluzione, peste, terremoti, ma anche di una ricchissima  creatività artistica, che ha segnato la storia, i saperi e il volto della città.
Non volendo azzerare la stratificazione che i secoli hanno accumulato nel nostro vissuto attuale, questa ricostruzione, pur se essenzialmente basata su documenti tratti dall’enorme giacimento culturale del ‘600 napoletano, rifugge da pretese rigoristiche di carattere didattico-filologico in funzione di una creazione “barocca”, quindi immaginifica e mirante a stupire, ma emotivamente collegata con il presente
pertanto:
* I recitativi costituiscono un libero adattamento dei testi letterari per riduzione teatrale di fiabe, citazioni di versi con allitterazioni e metafore, stralci di poemi e di cronache d’epoca, insieme a brani di mia produzione.  La lingua è in buona parte un napoletano del ‘600 lievemente semplificato per una più agevole fruizione.
* Per la selezione iconografica che funge da scenografia virtuale, partendo dalla pittura napoletana di allora, sconfinamenti nell’immaginario visivo dei secoli precedenti e successivi fino ai contemporanei mirano a sottolineare l’universalità e attualità dell’umano sentire. Per una maggiore adesione delle immagini al racconto, un esperto le ha ottimizzate, con manipolazione e ritocchi sui grandi quadri d’autore. Per fiabe e leggende ho privilegiato figure surreali o fantastiche fuori dal tempo.
   * Per i brani musicali di autori storicizzati insieme a canzoni popolari e leggende di anonimi, sono stati appositamente rielaborati dal Maestro per il coro polifonico, con la totale riscrittura delle partiture, e accostati a composizioni sue o di altro musicista del gruppo.
 * Le danze, pur ispirate allo stile coreutico dell’epoca, presentano passi e movimenti che liberamente scaturiscono da moderne interpretazioni e sensibilità delle coreografe e delle danzatrici.
* I costumi si rifanno al gusto secentesco come da storia del costume, ma molti sono fantasiose ideazioni esclusive offerte da una nota stilista
* Gli oggetti di scena alludono alla ridondanza decorativa barocca nelle immaginose e personali creazioni dei nostri scultori.
Il ricorso a tutti i suddetti linguaggi teatrali è scaturito da un attento lavoro di ricerca sul “barocco” napoletano e su alcuni dei suoi aspetti peculiari per una fantasia frizzante tesa al recupero di radici e d’identità, ma tesa allo stesso tempo alla riflessione e al confronto su questioni sempre attuali  e tra loro intrecciate: l’amore e la donna (e dunque la concezione che se ne aveva: idealizzata e adorata nelle canzoni d’amore sia popolari che colte, ma descritta in ben altra luce nei testi letterari che ci rimandano spicchi della vita reale di allora e della mentalità corrente); il malcontento verso i governanti (esemplificato nella più significativa pagina di storia di quei tempi che insieme alla peste di qualche anno dopo stravolse ritmi e senso della vita); l’immaginario perpetuato dalla tradizione (in quel tanto di favolistico riportato da una leggenda contadina, visto che le leggende insieme alle credenze su fate e streghe “janare” permeavano la visione del vivere); infine la speranza di un futuro migliore (nel richiamo nostalgico ad una mitizzata età felice a confronto con le difficoltà del quotidiano e l’anelito ad un’era nuova di felicità).
Il progetto è stato realizzato grazie alla splendida partecipazione di più gruppi di artisti di varia formazione e differenti abilità espressive, oltre che di grande talento e professionalità, tutti riuniti sotto l’egida dell’Associazione Armonia.
                                                                              

            Yvonne Carbonaro
                                                                      
   GLI INTERPRETI

 MUSICHE ORIGINALI – ARRANGIAMENTI – DIREZIONE MUSICALE
M° Luigi D'Arienzo

LE VOCI
Federico Branca - Pina Carini - Ileana Ciranni - - Daniela Esposito
Brunella Ganora - Enzo Liccardo - Maria Mauro - Giovanna Moccia - Carlo Palermo  Rosanna Sodano - Peppe Tagliaferri

I MUSICI
Francesco Acampora – flauti
Giancarlo Orlando Cafazzo - chitarra
Suena Carnevale -tammorra
Benedetta Catalano - clavicembalo
Brigitte Catalano - mandola
Filidei Catalano – compositore -  mandolino
Giuseppe Maddaloni - fisarmonica
Vittorio Oriani - voce, flauto traverso, ciaramelle
Anna Maria Sodano – castagnette e percussioni

LE DANZATRICI
                                    Manuela Barbato – “Star vicino al bell’idol” Danza, danza fanciulla gentile” – coreografie proprie
le piccole Claudia Cannatello, Louise Carini, Camilla Tucci
“Mo’ ca lo juorno arriverà”, Angelarè”, Sto Core Mio coreografie di Pina Carini
                                                 Le allieve di portamento dell'Accademia Moda Maria Mauro - “Li ffigliole” 
                                        coreografia di Mary Carmen

GLI ATTORI
Yvonne Carbonaro - narratrice
Fabiana Maffettone – figlia
Lucia Oreto – madre, janara
Francesca Borriello - prima fata, popolana
Giada Reale – seconda fata, popolana
Raffaella di Bonito - terza fata, popolana
Pierfrancesco Di Mauro – narratore -  mercante - principe - "Vaiasseide"
Vincenzo Scippa - narratore, principe –"Vaiasseide"
figuranti
Carla Capone, Emanuela De Simone, Cinzia Morelli, Maria Petraccone, Paola Ricci, Giovanna Teta

COSTUMI - Francesca Colica e Sartoria Associazione Concerto Giacomo Maggiore
CREAZIONI SPECIALI ESCLUSIVE - Stilista Maria Mauro - Accademia Moda
SCULTURE IN SPUGNA -  Carlo Palermo
SCENOGRAFIA CON MASCHERE BAROCCHE – scultore Giancarlo Ianuario Solaris
SCENOGRAFIA VIRTUALE-  selezione iconografica e sequenza - Yvonne Carbonaro                                                                      -  rielaborazione e ottimizzazione - Felice Garofano


SI RINGRAZIA ARCHITETTO SEBILLO MARCELLO – PROGETTAZIONE D'INTERNI
Napoli – Via G. Bruno, 169 – 0813654405 – 3491480433
                                                                                                                            











martedì 31 dicembre 2013



miei ritratti realizzati da Ena Villani

                                                                             nel 2008






                                                                         nel 2006